Di amori e di romanzi – Lo Zibaldino #1

Ho capito, passando di esperienza in esperienza, che le relazioni, quando iniziano male, è inutile tirarle avanti. Conservo un sacco di romanzi avviati, pieni di buone idee, di possibili incroci narrativi; di caratteri secondari, o solo passanti: ma questo non basta, per scrivere un romanzo.

Ho sempre cercato di essere onesto con me stesso nelle cose che faccio, per cui non mi sono mai dato pene nel chiudere il quaderno quando mi rendevo conto che, in realtà, non avevo nulla di buono da dire. Continua a leggere

Piccole e Medie Imprese

Un giorno forse starò bene
o forse finalmente male
un giorno forse imparerò
a guardare al male
come guarda adesso
questo frocio
quel fascista
di mio padre
– imbalsamato
intorpidito
da dodici ore di lavoro
– alla televisione.

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Decadancing Stomp

Vieni via
via, via, vieni
via di qui!

Vieni via con me
pisciamo Chardonnay
sul Muro
deponiamo Maduro
ché siamo meglio

io e te

di questa plebaglia
io e te

io e te
te lo ricordi Verlaine?

io e te,
l’Inquisizione:
al rogo!
AL ROGO!
il popolo col suo giogo
il suo puzzo di Dior
bruciamo questi quattro stronzi
accatastiamoci sbronzi
sotto l’Apple Store
due cuori come due pire
in una sola folle danza:

nous sommes l’Empire
à la fin de la décadence.

Se mi spilli sorrisi m’inebrio d’amore

Se mi spilli sorrisi
m’inebrio d’amore.

Mandami pure al diavolo:
lo so, sono un ubriacone:
io, di questo, te ne do ragione.

Ma tu, tu sola
guardami un’altra volta sola
e io leggerò questa poesia
tra Bacco, Belzebù e pure il Messia!

Poesia – “All’assessore ai Lavori Pubblici. «OGGETTO: RICHIESTA RISARCIMENTO DANNI SUBITI E SUBENDI CAUSA BUCHE KILLER»”

Quale indecenza
ma che sconcezza
è mai questa,
caro assessore!

Non riesco a tenere
gli occhi fissi su di lei.

Lettera a una ex-fuorisede, oggi giovane sposa di provincia

Cara Serena,
dimmi una cosa
hai più trovato
quell’amore?
quello in cui ci si amava tutti
amici, amanti e mentecatti.

E adesso,
adesso che sei più noiosa
che fine fanno tutti i Montaditos?
dopo i novanta c’era un premio;
hai preferito una cipolla al dito.

Quindici e trenta, venerdì:
coiffeur; il lunedì:
mercato rionale;
diciotto e trenta:
già la fame;
a mezzanotte
si dovrà
scopare.

Londra,
Berlino,
Parigi,
Bologna,
neanche in vacanza
si sta più tranquilli:
volevi camminare sopra
i vetri,
sulle bottiglie rotte
ti ritrovi.

“Della tua anima
cura il giardino”
conservi scritto
dentro un comodino.

Poi nel tuo ventre
è nato un fiore,
tu sei appassita
e lo chiami amore.

*      *      *      *      *

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