Poesia e web reputation: storia di un pentimento d’editore

Anders Carlson-Wee (in foto) è un giovane poeta. The Nation – la più antica rivista statunitense ancora in corso di pubblicazione (fondata nel 1865) – ha ospitato sul suo sito web, il 5 luglio, una poesia inedita di Carlson-Wee, dal titolo “How-To”. Successivamente alla pubblicazione, la poesia è stata aspramente criticata per i suoi contenuti, e per la scelta dell’autore di affrontare il tema nella lingua chiamata African-American Vernacular English (spesso abbreviato in AAVE), ossia la lingua vernacolare degli africani americani, che a volte viene utilizzata, con intenti letterari, anche da scrittori bianchi, come è appunto nel caso di Carlson-Wee in “How-To”.

If you got hiv, say aids. If you a girl,
say you’re pregnant––nobody gonna lower
themselves to listen for the kick.[…]

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Sarà forse ingenua la mente

Sarà forse ingenua la mente
di chi condivide la poesia sui social;
ma povero si fa il cuore
di chi non si ferma a leggerla.
E se il primo è ingenuo,
il secondo è solamente innocuo,
e noi abbiamo bisogno di tutt’altro
che di cuori innocui.
Noi abbiamo bisogno di cuori
offensivi, esiziali, letali,
per sollevarci dalla barbarie
che ogni giorno minaccia
cuore e mente.

Io, io lo farò

Io, io lo farò. Io farò
qualcosa per questo
mondo. Illuminerò
di notte il cielo,
e cascheranno a frotte
le stelle; o, meglio, solo quelle
le più altezzose; quelle che
non brillano se non per lasciarsi dire
“oh, bella!, oh, come brilli! oh, come sei bella,
bella! Bella, come una stella!”. Così,
una volta precipitate di qua giù,
a una a una le raccoglierò
e a una a una poi le imbucherò
dentro questi lampioni spenti
e a una a una le conterò
e quelle pari le metterò
nei lampioni a sinistra
e quelle dispari in quelli a destra
perché quelle dispari son di più
e proprio a sinistra fa la curva
il marciapiede delle scuole
medie, dove gli angeli di notte
vanno a farsi le pere.

Decadancing Stomp

Vieni via
via, via, vieni
via di qui!

Vieni via con me
pisciamo Chardonnay
sul Muro
deponiamo Maduro
ché siamo meglio

io e te

di questa plebaglia
io e te

io e te
te lo ricordi Verlaine?

io e te,
l’Inquisizione:
al rogo!
AL ROGO!
il popolo col suo giogo
il suo puzzo di Dior
bruciamo questi quattro stronzi
accatastiamoci sbronzi
sotto l’Apple Store
due cuori come due pire
in una sola folle danza:

nous sommes l’Empire
à la fin de la décadence.

Laura, che va alle lauree

Quella cosa che fai quando
inciampi nei tuoi sandaletti
fessi
correndo giù per le
scale, col bicchiere di vino
in una mano che puntualmente
imbratta l’inverno grigio avvilito
intonaco di tutte le facoltà
di tutta la Nazione italica: ecco,
è più o meno quello che fa
la primavera con i ciliegi.

Se mi spilli sorrisi m’inebrio d’amore

Se mi spilli sorrisi
m’inebrio d’amore.

Mandami pure al diavolo:
lo so, sono un ubriacone:
io, di questo, te ne do ragione.

Ma tu, tu sola
guardami un’altra volta sola
e io leggerò questa poesia
tra Bacco, Belzebù e pure il Messia!